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La normativa italiana disciplina i permessi, il congedo straordinario, gli sgravi fiscali, l’indennità di accompagnamento, le pensioni di invalidità, gli assegni di invalidità e la pensione anticipata attraverso una legge che arriva nel febbraio del 1992 e viene definita legge 104/92. Garantisce assistenza, integrazione sociale e diritti dei disabili e di coloro che devono occuparsi di loro.

L’adeguato sostegno da parte dello Stato e delle Istituzioni è il presupposto necessario per garantire alla persona disabile e alla sua famiglia una giusta dignità e una sufficiente autonomia.

Il testo di questa legge comprende tutte le persone che presentano una minorazione fisica e psichica che comporta un impedimento sia nelle relazioni sociali, sia nell’integrazione lavorativa. Per poter procedere all’applicazione della legge, tale impedimento deve provocare un evidente svantaggio e un disagio quotidiano. In base alla natura e alla consistenza della minorazione, la persona coinvolta ha diritto alle prestazioni che sono stabilite in suo favore e le situazioni di gravità, quelle per cui la minorazione è la causa di una sensibile riduzione della personale autonomia, sono prioritarie nei programmi e nell’intervento che i servizi pubblici sono tenuti a garantire. La persona che volesse usufruire di quei benefici garantiti dalla suddetta legge deve richiedere e ottenere l’accertamento dell’handicap attraverso un esame che una commissione medica appartenente alla Asl di competenza effettua. Fanno parte della commissione anche un operatore sociale e un medico dell’INPS. Il disabile o i suoi familiari dovranno presentare una domanda all’INPS attraverso un canale telematico preposto a tale scopo.

In materia di tutela, tra le varie norme, l’art. 33 della legge 104/92 affronta il tema dei permessi retribuiti mensili per le persone che assistono una persona con handicap o che sia affetta da una patologia invalidante. Secondo questo articolo, è consentito gestire gli orari e le modalità di assistenza in base alle esigenze dell’assistito che ha diritto ad un’adeguata cura. È necessario, infatti, che anche coloro che assistono le persone invalide abbiano una tutela nel loro diritto all’attività di assistenza che garantisca un’adeguata continuità e qualità della stessa e che ricevano le garanzie necessarie per proseguire la propria attività lavorativa in maniera da conciliare, senza ulteriori problemi, entrambe le cose, e senza interferire con le proprie esigenze di vita. I permessi retribuiti, infatti, che demandano anche al buon senso del lavoratore, e non possono essere utilizzati come ferie, lo tutelano nello svolgimento della sua vita lavorativa e nella sua attività di assistenza.

I premessi retribuiti

Ai sensi della legge 104, i permessi retribuiti previsti per il lavoratore disabile corrispondono a 3 giorni di riposo da fruire tutti i mesi, anche frazionabili in ore; oppure, in riposi di 1 o 2 ore di assenza dal lavoro a giornata. Per il lavoratore che invece assiste una persona disabile, la distribuzione dei permessi varia in base all’età prevista dell’assistito. Nel caso in cui un genitore debba occuparsi di un figlio disabile che abbia un’età inferiore ai 3 anni, questo può godere del diritto al prolungamento del congedo parentale. Il congedo parentale è una forma di astensione facoltativa dal lavoro che un genitore può richiedere nei primi anni di vita del bambino e che comporta una la diminuzione o l’annullamento della retribuzione. Il prolungamento è previsto fino al compimento dell’ottavo anno di vita del bambino e per un periodo massimo di altri tre anni. I genitori di figli disabili possono, inoltre, godere di tre giorni di permesso mensile, fruibili anche non consecutivamente o di riposi orari di una o due ore al giorno in base al loro orario di lavoro.

La legge prevede che se il figlio ha un’età tra i 3 e gli 8 anni, i genitori possono avere diritto al congedo parentale e alle assenze fino al compimento dell’ottavo anno di età del bambino, con rinnovo di ulteriori tre anni e ai permessi mensili di tre giorni. Non godono, invece, dei riposi orari.

Nel caso in cui, invece, il disabile abbia compiuto il diciottesimo anno di età, sia egli coniuge, figlio o parente, il lavoratore che lo deve assistere ha diritto a tre giorni di permesso mensili che non possono essere fruiti come permessi quotidiani.

Per beneficiare delle agevolazioni previste da questa legge, si deve inoltrare una domanda in cui, attraverso un’autocertificazione, vengano specificate tutte le condizioni personali che comportano la necessità della domanda attraverso moduli predisposti: tutti i dati personali, la relazione e il grado di parentela, affinità o coniugio e la situazione di handicap. Una sottile differenza esiste tra il settore pubblico e quello privato. Nel caso del primo, le domande vengono sempre esaminate dai dirigenti dell’amministrazione dell’ufficio in cui il richiedente lavora. Nel caso del settore privato, invece, è necessario che l’INPS rilasci un verbale che certifichi la disabilità. La validità della domanda parte dalla data di presentazione della stessa in entrambi i casi e qualsiasi variazione deve essere tempestivamente comunicate al datore di lavoro e all’Istituto preposto.

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Legge 104: a chi spetta

Le categorie degli aventi diritto a fruire di questa legge, sia tra i dipendenti statali (scuola, pubblica amministrazione, ecc.) sia tra coloro che lavorano nel settore privato, sono diversi. La normativa parla dei soggetti disabili che godono di un contratto individuale di lavoro dipendente, sia che abbiano un contratto full time, sia che lavorino solo part time. Non rientrano nei beneficiari di questa legge i lavoratori autonomi, i lavoratori parasubordinati, quello agricoli a tempo determinato, vale a dire quelli occupati a giornate, i lavoratori che svolgono il loro lavoro da casa e coloro che sono addetti a lavori domestici o familiari.

Rientrano come beneficiari della legge i genitori che siano lavoratori dipendenti, compresi anche i genitori adottivi o affidatari di figli affetti da una grave patologia, anche non conviventi; i coniugi, lavoratori dipendenti; i lavoratori dipendenti che siano perenti o affini entro il II grado del soggetto disabile e che siano con lui conviventi: figli, nonni, nipoti, fratelli, suocere, generi, nuore, cognati; i lavoratori dipendenti che siano parenti o affini entro il III grado: zii, nipoti, bisnonni, bisnipoti. Questi hanno anche diritto alla concessione di un eventuale trasferimento, qualora risultasse necessario all’assistenza.

Inoltre, l’assistenza prevista ai disabili può essere garantita anche alle parti di un’unione civile e ai conviventi di fatto con riferimento, però, esclusivamente al partner, escludendo la possibilità di assistenza ai parenti del compagno che non possono essere inclusi nel campo di applicazione di questa legge.

La legge agevola i disabili anche quando, nel caso di concorsi pubblici, vi sia una prova preselettiva che gli stessi non sono tenuti ad affrontare.

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Agevolazioni fiscali

Le varie tipologie dei benefici e le agevolazioni fiscali che derivano da questa legge sono molteplici e riguardano sia i portatori di disabilità, sia il familiare che lo assiste. Le guide alle agevolazioni fiscali sono facilmente reperibili sul web, noi ve ne diamo un accenno. Prima fra tutte c’è la detrazione dei figli a carico che varia in funzione del reddito e deve essere ripartita al 50% tra i coniugi. Diversamente, è possibile scegliere di attribuire la detrazione ad un genitore solo e, in questo caso, la scelta potrà ricadere sul genitore con il reddito più elevato.

Altre agevolazioni riguardano i veicoli e, in particolare, la detrazione di imposta che corrisponde al 19% dell’ammontare del prezzo totale, su un massino di 18.075,99 euro. Le agevolazioni per i veicoli sono valide 4 anni, applicabili ad un solo veicolo, e decorrono dalla data di acquisto. Va da sé che il veicolo debba essere utilizzato esclusivamente a beneficio del portatore di handicap. Una detrazione del 19% verrà applicata anche alle eventuali spese che si dovranno sostenere per gli aggiustamenti necessari per adeguare il mezzo e agevolare il trasporto per cui viene acquistato. Anche l’iva, in questo caso è agevolata ed è pari al 4%; è, inoltre, garantita l’esenzione dal bollo auto e dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

Il 19% è la percentuale fiscale detratta anche sulle spese mediche. Tale detrazione viene concessa alle persone che non sono autosufficienti e che non sono in grado di prendersi cura in maniera autonoma della propria igiene personale, che non possono vestirsi da sole e che hanno bisogno di un’assistenza continuativa. Inoltre vi sono agevolazioni per l’eliminazione delle barriere architettoniche e per l’acquisto di un cane guida da parte di una persona non vedente.

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INPS (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale)

L’INPS ha un ruolo fondamentale in questa normativa in quanto è l’ente preposto ad esaminare ed accettare le domande che arrivano dal settore privato. Come già anticipato, la disabilità del richiedente o del parente del richiedente deve essere accertata da un verbale. È necessario, quindi, che l’INPS riceva una domanda in via telematica per il riconoscimento dell’handicap che è il primo passo da fare.

La domanda viene compilata dal medico curante che certifica la natura dell’invalidità, le patologie invalidanti che colpiscono il paziente, tutte le patologie stabilizzate o ingravescenti che generano la non rivedibilità, e lo trasmette all’INPS. In abbinamento a questo certificato medico, è l’interessato che inoltra all’INPS la domanda, anche questa per via telematica.

A seguito delle domande, verrà stabilita una data in cui si dovrà svolgere una visita da parte del medico designato dall’INPS. Dietro specifica richiesta, la visita potrà anche essere fatta a domicilio.

Oltre al canale telematico a cui il cittadino accede facilmente attraverso il portale dell’Istituto dopo la creazione di un PIN, l’INPS mette a diposizione anche un Contact Center Multicanale da contattare e al quale rispondono operatori qualificati che aiutano il cittadino ad inoltrare la domanda.

Sia che si utilizzi il canale telematico, sia che si utilizzi il Contact Center Multicanale o che si ricorra, terza ipotesi possibile, ad un patronato, è importante tenere bene a mente che qualsiasi tipo di variazione delle condizioni dichiarate nella domanda deve essere comunicata tempestivamente all’INPS e al datore di lavoro.

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