Quali sono i costi dell’assistenza sociosanitaria e riabilitativa per disabili in Italia?

Spesso le famiglie si trovano ad affrontare la spesa per l’assistenza sociosanitaria e riabilitativa senza conoscere tutte le agevolazioni di cui possono disporre. Ecco una piccola guida alle tipologie di assistenza e riabilitazione di cui si può usufruire in Italia, al loro costo e alle modalità di fruizione delle stesse.

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Quali sono le tipologie di assistenza esistenti in Italia?

Per garantire alle persone disabili le migliori cure possibili, lo Stato, sotto la gestione del Ministero della Salute, ha istituito un sistema di assistenza con servizi socio-sanitari specifici dedicati alle varie forme di disabilità, invalidità o malattia grave. Tali servizi vengono forniti a domicilio se le condizioni di salute e l’ambiente familiare lo permettono, altrimenti l’assistenza viene fornita in strutture residenziali accreditate (RSA- Residenza Sanitaria Assistenziale) dal Servizio Sanitario Nazionale.

Ecco quali sono le principali tipologie di assistenza esistenti in Italia:

  • percorsi assistenziali integrati, dedicati alle persone che hanno necessità di usufruire di prestazioni sia di tipo sanitario che di tipo sociale. Tra le figure che fanno parte di questo percorso ci sono i medici di medicina generale, gli operatori della ASL e dei servizi sociali del comune;
  • cure domiciliari. Vengono offerte dallo Stato alle persone non autosufficienti e comprendono cure mediche, attività riabilitative e aiuto infermieristico per i pazienti e i familiari che li assistono;
  • assistenza sociosanitaria residenziale e semiresidenziale. Questa tipologia di assistenza viene offerta alle persone non autosufficienti, che soffrono di patologie croniche o si trovano in condizioni di fragilità e, non potendo usufruire delle cure domiciliari, si affidano alla cura di una struttura accreditata;
  • assistenza alle persone che hanno raggiunto la fase terminale della loro vita. Si tratta di offrire cure palliative a domicilio o in strutture residenziali accreditate specializzate nel percorso di fine vita;
  • assistenza sociosanitaria domiciliare e ambulatoriale alle persone affette da disabilità. Questo tipo di assistenza comprende l’acquisizione o il recupero di capacità e abilità varie e l’integrazione sociale. Se ne può usufruire sia presso gli ambulatori territoriali, sia a domicilio.

Ad usufruire di questi servizi non sono solo gli anziani, ma anche le persone di età più giovane affette da disabilità.

Quali sono i costi

Secondo la normativa nazionale, i costi dell’assistenza sociosanitaria vanno ripartiti tra ASL, comuni e famiglie. Nonostante siano le regioni a dover decidere sulle modalità di ripartizione dei costi delle varie prestazioni, le leggi nazionali sono un importante punto di riferimento. Ecco cosa dicono l’Atto di indirizzo e coordinamento in materia di prestazioni sociosanitarie del 2001 (DPCM 14/2/2001) e il Decreto sui LEA (DPCM 29/11/2001) in merito alla ripartizione dei costi dell’assistenza sociosanitaria (tenete conto che tali criteri possono variare in base alla legge regionale):

  • costi per l’assistenza domiciliare ai disabili. A farsi carico interamente delle spese per funzioni sanitarie sono le regioni. L’assistenza tutelare alla persona, invece, è a carico della regione per il 50 o 60%. Il resto della spesa viene ripartito tra comuni e famiglie;
  • assistenza semiresidenziale. In questo caso la ripartizione dei costi è estremamente variabile. Si va dal 100% di copertura a carico del SSN per le situazioni più gravi, al 60 – 70% per il ricovero in strutture ad alta e media intensità assistenziale. Per quanto riguarda l’assistenza a lungo termine, alcune regioni prevedono di coprire per almeno il 50% il totale dei costi dei vari servizi socio-sanitari, mentre altre coprono interamente il costo per le prestazioni diagnostiche e terapeutiche e per una percentuale inferiore al 50% le altre tipologie di prestazione (riabilitative ed educative);
  • assistenza residenziale. Qui la ripartizione dei costi si fa più complicata. Per l’assistenza residenziale ai disabili gravi, tutte le regioni partecipano al pagamento della spesa per il 70%. Per l’assistenza ai disabili privi del sostegno familiare e ai soggetti affetti da altre disabilità, la percentuale varia da regione a regione, ma solo in pochi casi la copertura dei costi raggiunge il 100%. Solitamente, la copertura del 100% della spesa è garantita nei primi 60 giorni di permanenza nella struttura, poi un’apposita commissione medica valuterà se prorogare o meno la degenza e quindi mantenerla gratuita. Trascorso questo periodo, la cosiddetta compartecipazione alla spesa sociale, ricadrà sulla regione solo per quanto riguarda il costo delle prestazioni sanitarie.

Per fare un esempio più concreto, se si decide di usufruire dell’assistenza sociosanitaria residenziale, la spesa da affrontare mensilmente per la retta sarà di almeno 1600 euro. La spesa per l’assistenza domiciliare, invece, si attesta su non meno di 20 euro all’ora.

Chi ha diritto a ricevere l’assistenza sociosanitaria e riabilitativa?

Le categorie di cittadini che hanno diritto a ricevere l’assistenza sociosanitaria e riabilitativa sono indicate nel DPCM LEA del 12 gennaio 2017 (i LEA sono i Livelli Essenziali di Assistenza) e comprendono:

  • malati cronici non autosufficienti (compresi coloro che soffrono di forme di demenza);
  • persone affette da disturbi mentali;
  • malati giunti a fine vita;
  • persone affette da disabilità;
  • persone affette da dipendenze patologiche;
  • minori che manifestano disturbi psichiatrici e problemi nel neurosviluppo.

A tutti i cittadini che fanno parte di queste categorie, lo Stato fornisce supporto, cura, e percorsi assistenziali integrati, calibrati a seconda della gravità dei disturbi che li affliggono. In base alla gravità di tali condizioni, per le persone che hanno bisogno di assistenza è possibile ricevere prestazioni in forma intensiva od estensiva; volta, cioè, al mantenimento negli anni, di determinate funzioni e capacità.

Quali sono i requisiti per riceverla?

I requisiti per ottenere l’assistenza sociosanitaria e riabilitativa variano in base alla gravità delle condizioni di chi ne ha bisogno e alla tipologia di assistenza di cui si necessita.

Assistenza domiciliare integrata

Ad esempio, per ricevere l’assistenza domiciliare integrata, che comprende un insieme di trattamenti e interventiinfermieristici, medici e riabilitativi (tra cui l’igiene personale e la nutrizione del paziente) offerti da personale con una formazione specifica, la persona che ne fa richiesta deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • essere totalmente o parzialmente non autosufficiente;
  • non essere in grado di deambulare;
  • avere necessità delle cure giornaliere di un Care Giver;
  • vivere in un’abitazione idonea.

Per richiedere l’attivazione dei servizi di assistenza domiciliare integrata ci si può rivolgere al medico di famiglia, al medico ospedaliero che si è occupato del paziente oppure ad un assistente sociale, affinché presenti la richiesta.

Assistenza residenziale e semiresidenziale

Nel caso dell’assistenza residenziale e semiresidenziale, per poter avere accesso al servizio sono due i requisiti di cui deve essere in possesso la persona che la richiede:

  • non autosufficienza (mancanza di autonomia anche parziale);
  • mancanza di possibilità di essere assistita a casa.

Il paziente in possesso di tali requisiti, verrà sottoposto ad una valutazione multidimensionale (VMD), che permette di definire quali sono i bisogni della persona nella loro totalità, che comprende bisogni sanitari, assistenziali, di tutela, psicologici e socio – economici.

Quali sono le differenze nella gestione del sistema sanitario in Italia e nel resto d’Europa?

Il finanziamento dell’assistenza sanitaria viene suddiviso in tre modelli principali:

  • modello Beveridge. Indica i sistemi sanitari finanziati interamente con soldi pubblici, come quello italiano e britannico;
  • modello Bismarck. Prevede il finanziamento del sistema sanitario attraverso il pagamento di una polizza sanitaria pubblica, come avviene in Germania e in Svezia;
  • modello misto. Prevede il finanziamento delle spese mediche tramite assicurazione sanitaria privata.

In molti sostengono che il sistema sanitario italiano sia tra i migliori al mondo, altri ne evidenziano le falle, che sono causate dalla crescente insufficienza e scarsità dei servizi agli enormi debiti che sta accumulando. Probabilmente questa è una diatriba che non avrà mai una risposta certa.

Quello che è sicuro è che, in Paesi come la Svezia, i dati delle ricerche dimostrano che l’assistenza domiciliare è offerta a circa il 20% della popolazione, mentre in Italia si sfiora il 3%, e in molte zone del territorio non c’è la possibilità di usufruirne.

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