I disabili più famosi della storia

Tra i grandi personaggi celebri del presente e del passato si contano anche numerosi disabili fisici o psichici. Ecco alcune delle loro storie, che possono ispirare molti anche oggi.

Alex Zanardi uno dei disabili più famosi

Persone famose con disabilità: un esempio da seguire

Sostituire la parola “disabilità” con l’espressione “diversa abilità” non è solo un tentativo, un po’ retorico, di estrema correttezza. Le persone disabili sono effettivamente dotate di capacità diverse dalle nostre, che da debolezza potrebbero trasformarsi in un punto di forza.

La mancanza di un arto, la cecità o un’altra malattia invalidante costituiscono in apparenza un ostacolo insormontabile nelle attività di tutti i giorni. In realtà, una disabilità può spesso diventare la chiave per affrontare la vita in modo differente, e superare le sfide di tutti i giorni con un’efficacia e un’energia anche maggiori di quelle degli altri.

Esistono numerosi casi di personaggi celebri, uomini e donne, con disabilità più o meno gravi. Persone che sono state capaci di vivere la loro vita al meglio, e guadagnare una fama in grado di distinguerli nelle attività sportive, nell’arte, nel cinema, nella scienza o nella politica.

Questi personaggi dovrebbero essere il vero esempio da seguire oggi, soprattutto per le giovani generazioni. La determinazione e la vitalità di un disabile possono diventare un modello, capace di insegnare come una difficoltà non possa impedire alle persone di seguire i propri sogni.

Il coraggio di essere un esempio: Nick Vujicic e Andrea Bocelli

Pensiamo soltanto a un caso molto noto oggi, quello dell’australiano Nick Vujicic. La sua fama, diffusa in tutto il mondo, è legata a doppio filo alla sua disabilità: la tetramelia, una rara malattia genetica a causa della quale Vujicic nasce senza braccia e gambe.

Apparentemente destinato a una vita molto dura, Nick Vujicic si è fatto forza, e ha pensato a quale potenziale avrebbe potuto trarre dalla sua disabilità. Superando la depressione e la mancanza di prospettive, ha fondato un’organizzazione no profit dedicata alle persone che soffrono del suo problema o di altri analoghi, e ha intrapreso campagne internazionali di conferenze motivazionali.

In anni recenti, poi, si è sposato, ha avuto dei bambini, ha scritto dei libri. In questo modo, ha mostrato come una disabilità grave possa diventare fonte di ispirazione per tutti.

Ma anche nel panorama nostrano non mancano persone disabili celebri che possano fungere da modello. Un esempio? Andrea Bocelli. Il tenore italiano, affetto dalla nascita da glaucoma congenito, perde la vista a causa di un incidente da bambino. Tuttavia, non si lascia abbattere, e sfrutta la sua disabilità visiva per concentrarsi sugli altri sensi, sviluppando una passione per la musica e divenendo molto presto il grande artista che conosciamo.

Disabili famosi: quando la disabilità diventa un punto di forza

Non mancano anche delle circostanze in cui la disabilità stessa può diventare un punto di forza. Sia come stimolo psicologico a dare il proprio massimo per riuscire nei propri obiettivi, sia come modo pratico per sfruttare al massimo un’abilità personale e riuscire dove altri falliscono.

L’esperienza di Alex Zanardi

Pensiamo alla vita dell’italiano Alex Zanardi. Già pilota di Formula Uno, durante una gara subisce un grave incidente, che lo porta all’amputazionedi entrambe le gambe. Una condizione che per molti sarebbe stata terribile diventa per Zanardi un’occasione per scrivere una nuova pagina della sua vita.

Da persona ottimista e coraggiosa, Zanardi non si è arreso: già un anno dopo, con delle speciali protesi, vince ancora delle corse automobilistiche, e al momento è campione mondiale di paraciclismo, con molti primi posti alle Paralimpiadi. Una carriera che permette di vedere come una seria disabilità, vissuta nel modo giusto, possa diventare un punto di forza.

Bebe Vio e l’impegno per gli altri

La medesima esperienza è stata vissuta da molti grandi atleti disabili, capaci di sfruttare la loro condizione per distinguersi nel mondo dello sport e nella vita.

Un altro esempio è quello dell’italiana Beatrice “Bebe” Vio, campionessa paralimpica nel fioretto individuale. Quand’era giovanissima, a causa di una meningite fulminante, si vede amputare braccia e gambe. Eppure, nonostante il dramma, si fa coraggio e, forte del supporto della famiglia (specie i genitori), inizia la sua nuova vita, segnata da un grande successo sportivo.

La consapevolezza di poter essere d’ispirazione a causa della sua disabilità le dà la forza di andare avanti con rinnovata energia. Negli ultimi anni, Bebe Vio è stata più volte testimonial per il sociale, e ha fondato una ONLUS per il sostegno ai giovani disabili che vogliono praticare un’attività sportiva.

Danza e disabilità: la Candoco Dance Company

Anche il mondo dell’arte, oltre a quello dello sport, ha conosciuto personaggi che hanno sfruttato la propria disabilità come una ricchezza, non come una debolezza.

In anni recenti, nel panorama internazionale della danza, è nato il gruppo Candoco Dance Company, una compagnia di ballerini composta perlopiù da disabili con problemi motori. Gli artisti della Candoco, esibitisi nelle principali città del mondo e insigniti di molteplici riconoscimenti, hanno saputo mostrare la bellezza e la possibilità espressiva insite anche nelle disabilità.

In tutti questi casi riconosciamo la dimostrazione pratica che la disabilità può essere uno sprone, non un freno. L’arte, lo sport e la cultura sono obiettivi raggiungibili per tutti, indipendentemente dalle proprie capacità.

I disabili che hanno fatto la storia: oltre limiti e barriere

Ma non sono solo i campi dell’arte, dello spettacolo e dell’intrattenimento a rivelare importanti spazi e opportunità per le persone disabili. Chi soffre di una disabilità può partecipare alla vita pubblica in questi modi ma anche in molti altri, e fare davvero la storia.

Roosevelt e gli altri: la disabilità in politica

Il più famoso tra i personaggi storici legati a una condizione di disabilità è forse il presidente americano Franklin Delano Roosevelt. Guida del suo Paese negli anni più duri del Novecento, rieletto per ben tre volte e amato dalla popolazione.

Nel 1921, a 39 anni, contrasse una malattia, identificata dai medici con una forma grave di poliomielite, che finì per causargli una paralisi quasi completa agli arti inferiori.

Le convenzioni della società lo costrinsero a nascondere la sua disabilità nella maggior parte delle occasioni pubbliche: solo due fotografie conservate lo ritraggono in carrozzina, mentre in tutte le altre circostanze, fuori casa, abbandonava la sedia a rotelle e si faceva sorreggere dai suoi assistenti.

Nondimeno, la sua condizione non gli impedì di esercitare le sue funzioni con energia, e di guidare lo Stato in un presente molto difficile. Inoltre, si spese anche a favore delle persone con disabilità: pochi anni dopo la diagnosi di poliomielite, creò una fondazione (attiva ancora oggi) dedicata a migliorare la salute delle persone affette dalla malattia.

Assieme a Roosevelt, sono molti i politici con una disabilità fisica che hanno fatto la storia, anche se spesso non sono registrati a causa dell’incompletezza delle fonti. Sappiamo che re Giorgio III d’Inghilterra, nel tardo ‘700, dovette fare i conti con una forma di disabilità, così come l’imperatore di Germania Guglielmo II.

I disabili psichici che fanno la storia

Per quanto riguarda invece alcune forme di disabilità psichica, e in particolare i disturbi dello spettro autistico (insieme alla sindrome di Asperger), pare che ne soffrissero numerosissimi personaggi storici di primo rilievo.

Tra questi menzioniamo alcuni nomi illustri del mondo della scienza come Newton, Darwin e Einstein; oppure uomini politici, come Thomas Jefferson, il terzo presidente degli Stati Uniti; o ancora, imprenditori che hanno creato una vera rottura nello sviluppo della loro generazione, come Henry Ford e Steve Jobs.

Tutti questi personaggi ci mostrano davvero come le barriere sociali e psicologiche possano essere superate, sempre, anche dalle persone che soffrono di una disabilità.

Il genio e la disabilità tra arte e scienza

Scavando poi nel passato, potremmo trovare molti altri nomi di grandi artisti e scienziati che sono stati disabili fisici o psichici. Sono così tanti che alcuni hanno ipotizzato l’esistenza di un legame tra la genialità e una situazione di svantaggio psicologico e fisico, evidente nelle storie personali di molti.

Pensiamo a Beethoven, che scrisse i suoi pezzi migliori quand’era già sordo; oppure Frida Kahlo, vera icona del secolo scorso, affetta da spina bifida e da altre patologie in tutto il corpo che la costringevano all’immobilità. Il mondo dell’arte ha giovato moltissimo della loro attività, e nonostante la loro disabilità hanno saputo imprimere una svolta alla cultura internazionale.

Ma ricordiamo anche il poeta Dino Campana, sofferente di disturbi psichici, o nientemeno che Van Gogh, lo spirito libero accompagnato per tutta la vita da una fragilità mentale riconosciuta. Costretti in un ambiente limitante per i disabili psichici, ai quali le leggi non garantivano certo i diritti odierni, hanno saputo superare questi confini e imporsi con la loro arte.

Il medesimo discorso vale anche per le attività scientifiche. John Nash, noto a molti per essere stato ritratto nel film biografico “A Beautiful Mind”, lottò per tutta la vita contro una grave forma di schizofrenia, eppure donò al mondo la possibilità di ricevere scoperte e soluzioni fondamentali nel campo matematico ed economico.

Come non menzionare infine Stephen Hawking, colpito dalla SLA attorno ai vent’anni? Senza arrendersi, il grande astrofisico portò avanti una carriera esemplare di insegnante e ricercatore, e fu da esempio per molti altri malati.

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