Cos’è il Disability Pride, la festa per i diritti delle persone disabili

Inclusione. Consapevolezza. Visibilità. Sono i 3 concetti principali che ispirano il Disability Pride, la manifestazione che ha come obiettivo la sensibilizzazione nei confronti di tutte le disabilità.

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Cos’è il Disability Pride?

Come suggerisce il suo nome, il Disability Pride è una manifestazione che ha l’intento di sensibilizzare le persone, ponendo l’attenzione sul tema della disabilità.

Questo evento è un’importante occasione per i disabili per rivendicare i loro diritti.

Sulla scia del Gay Pride, l’evento che celebra l’orgoglio di essere omosessuali e cerca di cancellare con la sua allegria la diffidenza e la discriminazione che ancora esistono verso gli omosessuali, è nato questo appuntamento, che vuole celebrare l’orgoglio di essere disabili e ribaltare il concetto di normalità. Il suo obiettivo è la sensibilizzazione verso i temi legati alla disabilità, quali:

  • discriminazione e isolamento delle persone con disabilità;
  • mancanza di aiuti e agevolazioni;
  • presenza di barriere, fisiche e mentali;

che impediscono ai portatori di handicap disabili di vivere una vita il più possibile completa.

Le varie edizioni

Il Disability Pride si tiene da anni in molte città del mondo. In Italia, la prima edizione si è tenuta nel 2015, a Ragusa, con il nome di Handy Pride. Nel 2016, grazie alla collaborazione con gli organizzatori del Disability Pride di New York, nasce Disability Pride Italia, la manifestazione italiana dedicata alle persone con disabilità, che nel 2019 è giunta alla sua 4° edizione. A rendere possibile questa fantastica esperienza è l’associazione Disability Pride Italia Onlus, con il patrocinio del Parlamento Europeo e di Anci ed il supporto dell’Accademia Europea Sordi, con il servizio d’interpretariato della lingua dei segni.

Dal 2018, grazie agli organizzatori e a coloro che hanno creduto nella bontà di questa iniziativa, questa speciale festa si è trasferita a Roma ed è scesa in strada, per portare il suo messaggio a quante più persone possibile con il suo allegro spettacolo il e festoso corteo che sfila per le vie della capitale. Il fatto che questa manifestazione si tenga proprio a Roma, una città che ha ancora molta strada da fare per quanti riguarda l’adeguamento di edifici e servizi alle esigenze di tutti, la rende ancor più significativa.

Nel corso dell’anno, l’Associazione si occupa anche di organizzare altri eventi e manifestazioni, sempre con l’obiettivo di porre l’attenzione sulla disabilità e sulle difficoltà che devono affrontare le persone che ne soffrono e le loro famiglie.

#InclusivoPresente e il Disability Pride 2019

#InclusivoPresente è il claim del Disability Pride 2019 e il nome del contest Social lanciato per sensibilizzare il pubblico e promuovere la cultura dell’inclusione.

Il gioco di parole tra “inclusivo” e “presente” vuole trasmettere il messaggio che l’inclusione non deve essere un concetto astratto, da mettere in pratica in un futuro lontano, ma va attuato subito, perché la nostra società non può più permettersi di ignorare le persone con disabilità e il fatto che, nei loro confronti, avvengano quotidiane discriminazioni.

Grazie alla tecnologia il messaggio che tutti hanno gli stessi diritti, anche le persone che vivono su una sedia a rotelle o convivono con altri tipi di disabilità, può arrivare ad un numero maggiore di persone.

Cosa vuol dire partecipare al Disability Pride?

Al Disability Pride partecipa la vasta comunità che ruota attorno alle persone che ogni giorno devono fare i conti con la loro diversità: le associazioni che si occupano di aiutare le varie categorie di persone diversamente abili e di tutelarne i diritti, i disabili che vogliono far sentire la loro voce e portare la loro testimonianza sulle difficoltà che vivono giorno per giorno, i familiari delle persone che convivono con una disabilità e tutti coloro che desiderano un mondo più solidale ed equo nei confronti delle persone considerate diverse scendono in strada tutti insieme per dire basta alla discriminazione e al silenzio.

Si tratta di una manifestazione importante perché porta il tema dell’inclusione in mezzo alla gente, e permette a tutti di vivere da vicino, anche se solo per qualche ora, la realtà delle persone che si trovano a convivere con la disabilità. Inoltre, consente di inviare un messaggio forte alla politica, che deve essere responsabile e riconoscere che si devono eseguire degli interventi concreti per eliminare tutte le barriere che dividono le persone disabili dalla società e dalla possibilità di vivere una vita normale.

Partecipare al Disability Pride non significa solo prendere parte a un allegro spettacolo, ma ricordare al mondo che non esistono cittadini di Serie A e persone di Serie B, ma solo persone con uguali diritti.

Significa celebrare la Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili, di cui, ad ogni edizione, vengono letti alcuni degli articoli più significativi. Significa ricordare alla società che, a causa dell’invecchiamento della popolazione e dello scarso ricambio generazionale, nel futuro del nostro Paese ci saranno sempre più persone disabili, con bisogni speciali a cui far fronte.

Quanto è importante per la società di oggi?

La società odierna non può più ignorare le persone con disabilità, relegandole ai margini. Non solo perché ciò non è un comportamento accettabile, per una società civile, ma perché il numero di persone che hanno esigenze diverse è destinato a salire sempre di più.

Nonostante il governo italiano abbia ratificato già nel 2009 la Convenzione ONU sui diritti delle persone disabili, promuovendo, almeno in teoria, il concetto di inclusione, la realtà è ben distante da quei 50 articoli che sanciscono il diritto all’uguaglianza degli individui con disabilità.

Secondo gli ultimi dati, dietro gli spesso vuoti proclami di solidarietà e di inclusione, si nasconde una realtà fatta di discriminazione sociale e fisica, dove le barriere architettoniche e mentali, l’assenza di servizi e l’insufficienza di politiche sociali si scontrano con l’esigenza delle persone che convivono con una disabilità di vivere una vita il più possibile autonoma, e con le difficoltà che devono affrontare coloro che si occupano di aiutarle.

Anche se, a livello nazionale, la legislazione in materia di disabilità è molto più aggiornata rispetto a quanto accade in altri stati, la legge non viene applicata in maniera efficace. In Italia sono ancora poche le strutture che possono essere definite davvero inclusive e le discriminazioni sono all’ordine del giorno, per questo è importante lottare tutti insieme per veder riconosciuti quanto prima i diritti dei disabili a non essere discriminati e a vivere una vita autonoma.

La Convenzione delle Nazioni Unite sulle persone con disabilità

La Convenzione delle Nazioni Unite sulle persone con disabilità è stata uno dei più grandi traguardi della storia della società moderna nell’ambito del riconoscimento dei diritti dei disabili. Si tratta, infatti, di un documento vincolante per gli stati che l’hanno ratificata.

Dei 50 articoli che compongono la Convenzione, l’articolo 3 è sicuramente uno dei più importanti, perché ne sancisce i principi generali:

  • rispetto per la dignità intrinseca, l’autonomia di ogni individuo e l’indipendenza;
  • non discriminazione;
  • inclusione e partecipazione alla vita sociale;
  • rispetto e accettazione delle persone con disabilità;
  • pari opportunità per tutti gli individui;
  • accessibilità;
  • pari opportunità per uomini e donne;
  • rispetto per i bambini con disabilità, per il diritto alla sviluppo delle loro capacità e del mantenimento della loro identità, mettendo al primo posto il superiore interesse del bambino.

Inoltre, la Convenzione ONU riconosce che le donne disabili devono affrontare maggiori e multiple discriminazioni, rispetto agli uomini.

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