Bisogni e diritti fondamentali delle persone anziane

Ecco una panoramica dettagliata sui maggiori bisogni degli anziani e sui diritti che li tutelano. Perché consapevolezza vuol dire una migliore cura e benessere.

Bisogni e diritti fondamentali degli anziani

Quali sono i bisogni fondamentali delle persone anziane?

I bisogni degli anziani sono diversi da quelli dei giovani o degli adulti. Le mutate condizioni che la vecchiaia impone creano nuove esigenze e necessità, che non vanno sottovalutate nel processo di cura e presa in carico. Tra i bisogni più importanti possiamo ricordare:

  • l’alimentazione, da cui dipende il benessere dell’individuo. La dieta dell’anziano dev’essere varia, appetibile e digeribile, adatta alle sue necessità e somministrata secondo i suoi tempi e i suoi ritmi;
  • l’igiene, poiché la cura di sé diventa difficile nella terza età. Il caregiver deve fare in modo di aiutare l’anziano prestando molta attenzione alla sua riservatezza e alla sua autonomia;
  • la comunicazione, spesso trascurata. Gli anziani hanno un gran bisogno di comunicare, condividere le loro esperienze e la loro storia, partecipare a incontri con gli altri. Intrattenere rapporti personali aiuta anche a prevenire la demenza e ritardarne gli effetti. Bisogna sempre avere cura di parlare spesso agli anziani, ponendosi in un’attitudine di ascolto e rispetto;
  • il movimento, condizione fondamentale perché l’anziano possa mantenere le sue capacità funzionali fisiche e cognitive. È necessario stimolare più possibile il movimento, invitando l’anziano alla deambulazione e anche a una minima attività fisica, per migliorare grandemente la sua qualità della vita;
  • la sicurezza nel proprio ambiente, da cui dipendono l’equilibrio, il benessere e la salute fisica e mentale. Occorre assicurare un ambiente domestico accessibile e confortevole, semplificando il movimento, eliminando le barriere architettoniche con montascale o miniascensori e prevenendo il rischio cadute;
  • la cura, infine, è essenziale in un periodo della vita segnato da malattie e acciacchi. Bisogna controllare sempre che l’anziano assuma i farmaci necessari nel momento e nella dose più adeguati, nonché agevolare la somministrazione delle varie procedure terapeutiche.

Cosa stabilisce la Carta Europea dei diritti degli anziani

Per contribuire a soddisfare questi bisogni, la “Carta europea dei diritti e delle responsabilità degli anziani bisognosi di assistenza e di cure a lungo termine” aiuta a individuarli e a gestirli al meglio, offrendo un quadro dei diritti fondamentali dell’anziano:

  • diritto alla dignità, al benessere, alla libertà, all’indipendenza, alla sicurezza, alla protezione dagli abusi di ogni genere;
  • diritto all’autodeterminazione e alla libera scelta, soprattutto in campo medico;
  • diritto alla privacy, alla riservatezza e all’intimità, anche in contesto di comunità residenziale;
  • diritto a un’assistenza professionale a costi ragionevoli;
  • diritto all’informazione;
  • diritto alle opportunità di partecipazione attiva alla società, alla cultura e alle attività politiche, che comportano anche il diritto alla mobilità, alla conoscenza, all’accesso alle nuove tecnologie;
  • diritto alla libertà di culto, espressione e professione politica;
  • diritto alle cure palliative, alla dignità in punto di morte e alla scelta in proposito;
  • diritto al risarcimento in caso di abusi;
  • infine, l’anziano ha il dovere di rispettare gli operatori dell’assistenza e quanti lo circondano, e di nominare un tutore legale.

Gli obiettivi della Carta Europea dei diritti degli anziani

La Carta Europea dei diritti degli anziani è stata redatta da un gruppo di dieci Paesi dell’Unione Europea col coordinamento di AGE Platform Europe, una rete di associazioni no-profit. AGE ha lo scopo di promuovere gli interessi dei 150 milioni di ultracinquantenni presenti nella popolazione europea, dando voce ai loro bisogni con iniziative e interventi.

La Carta ha quindi, tra i suoi obiettivi, quello di stabilire un riferimento comune a tutta l’Unione per il benessere e la dignità delle persone anziane, soprattutto se non autosufficienti. Offre strumenti soprattutto ai familiari e agli operatori specializzati nell’assistenza, ma è utile anche agli anziani stessi per proteggere i propri diritti in caso di problemi.

La nascita della Carta dipende soprattutto dalla crescente frequenza degli abusi sugli anziani, spesso non denunciati o eseguiti in maniera non intenzionale, a causa della mancata comprensione dei bisogni e delle difficoltà particolari degli anziani. La Carta, quindi, ha soprattutto uno scopo informativo, e la speranza dei promotori è che possa favorire in futuro lo sviluppo di uno standard di valori in tutta l’UE.

Come difendere i diritti degli anziani?

Per difendere i diritti degli anziani bisogna rifarsi a diverse leggi e sentenze nazionali, e se necessario farne valere l’applicazione rivolgendosi all’autorità giudiziaria competente.

La tutela da parte dei parenti

La normativa vigente in Italia, corroborata da diverse sentenze della Corte di Cassazione, prevede che a tutelare i diritti degli anziani deve essere innanzitutto la famiglia. Si tratta di un obbligo legale e giuridico di solidarietà; tuttavia, molto spesso i parenti sfuggono ai loro doveri, o lasciano uno solo di loro a farsene carico.

Tra i doveri verso i parenti anziani c’è quello di versare gli alimenti. Significa che il parente deve provvedere al sostentamento economico dell’anziano, in proporzione alle proprie capacità e ai propri mezzi.

Se i parenti non rispettano quest’obbligo o non trovano un accordo, un giudice dovrà garantire i diritti dell’anziano. Se, ancora, i parenti non obbediscono a quanto stabilito, rischiano di incorrere nel reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare. È un reato grave, punito dalla giustizia italiana con una multa e con la reclusione fino a un anno.

La situazione si aggrava se i parenti non garantiscono all’anziano la cura e l’assistenza di cui abbisogna. In quel caso, il reato è quello di abbandono di persone incapaci, che prevede misure di reclusione da 6 mesi a 5 anni.

Lo Stato e la difesa dei diritti degli anziani

Nel caso in cui i figli o i parenti manchino, o per cause comprovate non possano difendere i diritti dell’anziano, è lo Stato a farsene carico. Infatti, la Cassazione ha stabilito che il diritto alla salute è sancito in modo inviolabile dalla Costituzione, e va garantito a tutti i cittadini.

Pertanto, a tutelare l’anziano saranno innanzitutto medici dell’Asl di competenza territoriale. A seguito di una visita dovranno accertare l’eventuale non autosufficienza dell’anziano, e agire di conseguenza. In base alla risposta dell’Asl, l’anziano o il suo tutore legale dovranno rivolgersi ai Servizi Sociali del comune di residenza per valutare la soluzione migliore. Questa può comprendere un ricovero diurno, l’assistenza domiciliare integrata o un ricovero stabile in istituzioni e strutture del settore (RSA, RSSA o casa di riposo).

Naturalmente, in tutte queste fasi, l’anziano ha il diritto alla libera scelta e all’autodeterminazione, se le sue condizioni lo consentono. Inoltre, può godere di moltissime agevolazioni e di varie forme di rimborso da parte dello Stato, sia per l’assistenza domiciliare che per i ricoveri.

Aiuti e tutele per gli anziani con problemi gravi

Se l’anziano presenta una patologia grave di qualsiasi tipo, ha diritto a forme particolari di assistenza, stabilite dalla legge e garantite dal nostro sistema giuridico. In particolare, l’anziano e chi se ne prende cura ha diritto a un sostegno economico per la salvaguardia della salute e l’assistenza socio-sanitaria.

  • Si può innanzitutto nominare unamministratore di sostegno, il cui ruolo consiste nella tutela dei diritti umani e civili di un anziano inabile o interdetto. L’amministratore rappresenta e supporta il caregiver in alcuni aspetti della cura dell’anziano, secondo una sentenza del giudice tutelare.
  • È anche possibile ottenere l’indennità di accompagnamento, garantita dall’Asl territoriale in base ai risultati di una visita da parte di una commissione medica. L’indennità è riconosciuta quando il paziente non gode di deambulazione autonoma o necessita di continua assistenza per la realizzazione delle normali azioni della vita quotidiana.
  • La legge 104/92 garantisce il diritto all’assistenza dell’anziano concedendo ai familiari la possibilità di chiedere dei permessi per assentarsi dal lavoro. Tali permessi possono essere ottenuti in caso di necessità urgente dell’anziano o per accompagnarlo in certi momenti della sua malattia.
  • Se l’anziano vive in una struttura, può richiedere l’esenzione dal pagamento delle tasse sulla casa, a determinate condizioni.
  • Infine, l’anziano ha spesso diritto all’esenzionedal ticket sanitario, in base alle disposizioni regionali. In linea di massima, ciò dipende dall’età, dal reddito e dalla condizione di salute personale.

Quali sono i doveri dei familiari delle persone anziane

In base ai principi della legge italiana, i familiari hanno l’obbligo di assistere i parenti anziani. Le normative di riferimento, in questo caso, sono gli articoli 404, 433, 441 e 443 del Codice Civile, e gli articoli 570 e 591 del Codice Penale.

In primo luogo, vige l’obbligo di versare gli alimenti agli anziani e ai soggetti incapaci, in linea con le proprie competenze, risorse e possibilità. Ciò comprende il pagamento di vitto, alloggio e cure e la soddisfazione dei bisogni fondamentali della persona. Per legge, a occuparsi di versare gli alimenti all’anziano devono essere, nell’ordine:

  • il coniuge;
  • i figli e i discendenti;
  • i genitori e gli ascendenti;
  • i generi e le nuore;
  • i suoceri;
  • i fratelli e le sorelle.

All’obbligo di versare gli alimenti si aggiunge quello di assistenza. È un dovere basato sull’articolo 2 della Costituzione che tutela la dignità di tutti i cittadini, uomini e donne, giovani o anziani. Sono innanzitutto i parenti (in base al medesimo ordine sopra riportato) a doversi occupare dell’assistenza e del trattamento degli anziani, pur col soccorso dello Stato.

È importante sottolineare che, giuridicamente, molte sentenze della Cassazione riconoscono sempre all’anziano lo “stato di bisogno”. Ciò significa che l’obbligo di assistenza vige in ogni caso, e la legge considera sempre gli anziani come incapaci in rapporto alle proprie necessità.

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