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Montascale per Anziani e Disabili

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          25 Gen, 2023 | Salute, Terza età

          La natura di essere umano, si sa, è molto complessa. Il funzionamento del corpo non sfugge a quelle che sono le regole basilari degli organismi viventi e l’avanzare dell’età comporta dei radicali mutamenti nel modo in cui ci si approccia alla vita. 

          A renderci diversi dagli altri esseri presenti sul pianeta sono soprattutto le emozioni, a prescindere dalla loro tipologia. Queste hanno un impatto più o meno forte e con la terza età, oltre a doversi prendere cura della salute, anche gestire le emozioni diventa particolarmente complesso.

          In particolare, uno dei problemi più grandi di gestire le emozioni dopo i 70 anni è la dicotomia che si instaura fra la capacità di razionalizzare gli avvenimenti e la necessità impellente di dover esternare tutto ciò che si prova, a volte anche in maniera brusca e fraintendibile dalle persone che ci stanno intorno. 

          Ecco perché in questo articolo ci occupiamo di spiegare e di fornire alcuni consigli circa i metodi e i modi attraverso cui gestire le emozioni. Si tratta di un excursus complesso che comunque richiede una certa personalizzazione.

          Le emozioni in terza età: smentiamo i luoghi comuni 

          Un uomo anziano e una donna anziana che si abbracciano: come è possibile gestire le emozioni dopo i 70 anni?

          Per prima cosa bisogna ribadire che non esistono delle differenze sostanziali che distinguono il modo attraverso cui gestire le emozioni fra il sesso femminile e quello maschile, a parte naturalmente le differenze caratteriali e di genere insite sia nella persona che nell’essere umano

          Il luogo comune a cui molte persone anziane credono è quello che, nel corso del tempo e con l’avanzare dell’età, ci siano alcune sensazioni che non appartengono più alla sfera sensoriale di un soggetto e che la felicità coincida con la giovinezza, mentre la vecchiaia sia riservata solamente alla tristezza, con la conseguenza per cui i pensieri di chi vive la terza età siano solitamente dolorosi e amari. 

          Questa visione è da rifiutare in tronco e la capacità di gestire le emozioni è la chiave per smentirli.

          Da un lato, infatti, è vero che con l’aumento dell’età anagrafica vi sia un tendenziale appiattimento dell’umore, soprattutto perché cambia il livello di aspettative che si hanno dalla vita e la capacità di adattarsi a situazioni nuove diventa molto più improbabile. 

          La gestione delle emozioni in terza età passa, quindi, da una preliminare cognizione di se stessi e da un’analisi circa le esperienze e le situazioni negative che vi stanno intorno, prendendo in considerazione il proprio io e al contempo intraprendendo nuove relazioni personali o cementificando quelle esistenti. 

          Perché le emozioni non mutano nella terza età: le scoperte scientifiche 

          Una delle difficoltà maggiori che portano le persone che vivono la terza età a essere felici e comunque farsi sopraffare dalle emozioni negative è sicuramente la permanenza costante, nella propria vita, di situazioni spiacevoli. 

          Gestire le emozioni quando nella terza età ci si trova davanti alla necessità di dover far fronte a una perdita, come ad esempio quella del coniuge o di altre persone care come gli amici, impedisce di potersi concentrare meglio su quanto di bello e positivo l’esistenza abbia ancora da offrire. 

          Allo stesso modo, moltissimi anziani in difficoltà con il gestire le emozioni hanno anche la necessità di dover fare fronte ad aspetti della propria vita che sono mutati, come ad esempio la perdita del lavoro e la precarietà economica derivante dalla presenza di una pensione minima: si tratta di aspetti che impediscono di gestire le emozioni correttamente

          In realtà, secondo diversi studi clinici e ricerche scientifiche – realizzate tramite l’impiego di specifici occhiali capaci di registrare la reazione della persona che li indossa – gli anziani sono le persone che più sono interessate a situazioni che esprimono sensazioni positive, come uno sguardo accalorato o parole gentili. 

          Da questa osservazione fondamentale passano tutto il lavoro e gli sforzi da compiere per gestire le emozioni dopo i 70 anni. Da un punto di vista fisico, infatti, bisogna considerare che nella mente di una persona anziana la percezione delle emozioni non viene modificata in alcun modo dall’invecchiamento; il quale, concentrandosi sui lobi frontali, lascia del tutto inalterate le strutture cognitive preposte a questo lavoro. 

          Per questo motivo, gestire le emozioni nella terza età è solamente un processo mentale personale; le emozioni negative e i cattivi pensieri, dunque, prendono il sopravvento solo se non ci si impegna per scacciarle. 

          Come gestire le emozioni nella terza età: consigli e modalità 

          Per gestire le emozioni nella terza età, quindi, bisogna cercare di controllare la propria sfera emotiva, avendo cura di scacciare i pensieri negativi e farsi assalire invece da emozioni gioviali. 

          Migliorare il proprio umore soprattutto in terza età è fondamentale per garantire a se stessi il benessere fisico e psichico. Un benessere che possa far fronte agli acciacchi che nel corso del tempo saranno sempre più frequenti e difficili da fronteggiare. 

          È necessario non procrastinare per quanto riguarda il lavoro di gestione delle emozioni, ma, al contrario,coltivare ogni giorno relazioni importanti e aspetti positivi della vita. Per questo, il miglior consiglio per poter gestire le emozioni dopo i 70 anni è sicuramente quello di prendere cognizione di sé e vivere nel presente godendosi quello che si possiede,  e quindi essere grati della vita che abbiamo e delle esperienze che possiamo fare. 

          Per raggiungere la felicità, perciò, esistono diversi comportamenti che è possibile tenere durante la vecchiaia. Eccone alcuni fra i più importanti:

          • stare sempre in compagnia di persone contente e solari;
          • non dare troppo peso alle proprie condizioni di salute;
          • confrontarsi con gli altri circa situazione economica e aspettative di vita;
          • vivere giorno dopo giorno, ridimensionando le proprie attività in relazione alle capacità del corpo;
          • dedicarsi completamente a se stessi, con attività piacevoli e rilassanti;
          • circondarsi di parenti, amici oppure persone che sono sempre state presenti per un supporto emotivo o mentale;
          • curare il proprio corpo e il proprio abbigliamento, concedendosi acquisti senza problemi.

          Per gestire le emozioni durante la terza età, dunque, diventa importante non appiattirsi nella ripetitività. Dedicare la giusta cura a se stessi e ai propri interessi risulta la carta vincente per vivere meglio e sorridere sempre, soprattutto in condizioni difficili. In questo modo sarà possibile scacciare i cattivi pensieri e massimizzare tutto quello che la propria vita ha da offrire. 

          Per contemperare questi due aspetti è utile dedicarsi ad acquisti di prodotti che possano migliorare la propria condizione fisica e il modo in cui ci si approccia alle attività quotidiane, come l’acquisto di un montascale per anziani. Un prodotto sicuro e versatile che può permettere alle persone con difficoltà motorie di vivere meglio all’interno della propria casa, abbattendo le distanze fra i piani e garantendo una maggiore socialità.

           

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