Gambe dolenti negli anziani: in che modo limitano l’autonomia?

Le gambe dolenti sono una condizione molto comune, soprattutto tra le persone anziane, che di conseguenza iniziano a percepire dei cambiamenti nella mobilità degli arti inferiori. Il gonfiore e il dolore alle gambe può essere affrontato con terapie e strategie che permettano di muoversi con minore difficoltà.

gambe gonfie

Anziani e gambe gonfie: le possibili cause

Una sensazione comune che le persone hanno durante l’età avanzata è la pesantezza delle gambe, che spesso risultano gonfie e dolenti. Il fattore ritenuto generalmente responsabile della ritenzione idrica e del dolore alle gambe è la vasodilatazione, che a sua volta può essere sintomo di patologie del sistema vascolare o di abitudini posturali scorrette.

Il gonfiore agli arti inferiori è dovuto solitamente a un periodo prolungato di inattività o alle temperature elevate. Svolgere attività che richiedono di stare in piedi o restare seduti a lungo impedisce la corretta funzionalità vascolare, ma la sensazione di pesantezza sparisce se ci si mette a riposo, preferibilmente con le gambe alzate.

Il gonfiore alle gambe nelle persone anziane si accompagna il più delle volte all’insufficienzavenosa, una patologia del tutto comune. Può essere causata anche da patologie del sistema articolatorio: in questo caso il gonfiore sarà più facilmente concentrato sull’articolazione interessata.

Come cambia il modo di camminare?

I problemi di circolazione e la rigidità articolare che causano il dolore alle gambe comportano anche un adattamento del corpo alle esigenze degli arti, incidendo sulle abitudini e sul modo di muoversi. Ciò che cambia è innanzitutto il modo di camminare: il mutamento interessa la velocità di marcia, la mobilità articolare e il tempo di stazione doppia, mentre la cadenza non cambia e la postura viene interessata solo marginalmente.

La velocità di marcia e la postura

Dopo i 70 anni di età la velocità di marcia inizia a ridursi perché le persone camminano con lo stesso ritmo, ma fanno passi più corti: questo accade quando la forza dei muscoli delle gambe diminuisce, in particolare quella del polpaccio, e viene compensata dalla muscolatura dell’anca, che però non consente la stessa lunghezza del passo. L’anca ha una importante funzione anche per la stabilità del passo, che spinge quindi gli anziani a camminare con le gambe leggermente ruotate verso l’esterno.

Le cause del mutamento includono la ridotta potenza dei muscoli addominali e del movimento pelvico: questo porta a una lieve inclinazione e una maggiore lordosi lombare, anche se generalmente le persone anziane riescono a mantenere una postura corretta.

La mobilità articolare

I disturbi della deambulazione sono dovuti per lo più alla diminuita funzionalità delle articolazioni, che non sono più molto flessibili e risentono del carico che il corpo riversa sulle giunture in mancanza di forza muscolare. Ciò ha una conseguenza diretta sul bacino, che non si muove più nello stesso modo, e può colpire anche caviglie e ginocchia, che tuttavia non corrono rischi nel soggetto anziano sano.

Conseguenze dirette della fragilità delle articolazioni sono il passo corto e l’andatura con base allargata, che denotano una difficoltà a mantenere l’equilibrio. Questi problemi sono sintomo del timore di cadere che spinge l’anziano ad accorciare il passo e allungare il tempo di stazione doppia. Il passo corto e la base allargata possono essere dovuti a un disturbo a carico di muscoli e articolazioni, ma possono anche indicare una malattia neurologica.

La riduzione del controllo motorio

Il caso di un paziente anziano affetto da patologie neurologiche o muscolo-scheletriche è più delicato: il corpo può perdere la simmetria dei movimenti, con una conseguente riduzione del controllo motorio da parte dei soggetti. Quando le persone anziane soffrono di malattie in grado di limitare la capacità di muoversi normalmente, la camminata potrà presentare alcuni problemi caratteristici che suggeriscono la necessità di un intervento.

Per esempio, il paziente può riscontrare una certa difficoltà nell’iniziare e mantenere il passo: si osserva frequentemente la tendenza a cominciare facendo un passo indietro o a trascinare la punta del piede, tipica di chi è affetto dal morbo di Parkinson o da patologie frontali.

Il modo di camminare e il suo mutamento con l’avanzare dell’età sono condizioni che variano molto da persona a persona, ma in ogni caso è possibile affrontare il cambiamento attraverso la prevenzione e limitare le conseguenze negative con la cura dei sintomi e dei disturbi che vi sono collegati.

Come prevenire e curare il problema delle gambe gonfie

Conoscere i fattori di rischio delle gambe dolenti costituisce un primo importante passo per evitare le conseguenze più gravi del gonfiore alle gambe e vivere serenamente la vecchiaia.

L’edema agli arti inferiori è molto frequente in età avanzata, ma gli anziani possono adottare delle strategie per ridurre i sintomi, migliorare le abilità motorie e favorirne il recupero quando si ha un precoce aggravamento delle condizioni di salute. Innanzitutto, le persone possono agire sul proprio stile di vita, tenendo sotto controllo il peso corporeo ed eseguendo visite periodiche dal proprio medico curante.

Fare una passeggiata

Una lieve attività fisica praticata quotidianamente può aiutare il sistema cardiocircolatorio, mantenendo la pressione nei livelli normali e favorendo l’attivitàvascolare. Bastano pochi esercizi per aiutare i muscoli e le articolazioni: l’ideale è fare una passeggiata al mattino e una alla sera, in modo che il movimento non diventi mai uno sforzo per il corpo ma sia parte della vita quotidiana.

Andare in bici o fare nuoto

Ci sono alcuni sport e trattamenti che i soggetti anziani possono praticare per scongiurare le patologie venose e articolari che comportano il dolore alle gambe: camminare e andare in bicicletta sono ottime abitudini, ma anche il nuoto e gli esercizi in acqua sono di grande sollievo agli arti inferiori, permettendo il riposo oltre che l’attività fisica. Inoltre, l’acqua svolge un efficace massaggio sulle gambe, sia quando si nuota che quando si cammina in acqua.

Dedicarsi alla riabilitazione

Nei giorni in cui il dolore costringe il paziente a letto è sufficiente l’attività di riabilitazione eseguita con l’assistenza di un operatore sanitario o anche di un membro della famiglia ben istruito sulla terapia necessaria.

Percorso vascolare

A questo proposito, si dimostra molto utile il percorso vascolare, un trattamento che consiste nel camminare in due vasche con acqua bassa a temperatura calda e fredda: in questo caso, all’idromassaggio si aggiunge l’azione delle diverse temperature, benefica per la circolazione sanguigna negli arti inferiori.

Quando la condizione delle gambe dolenti si fa più grave, per esempio nel caso di traumi e lesioni muscolari, la sicurezza degli anziani è più a rischio. Dopo un trauma o una lesione, provocati da una caduta o da un cedimento, il paziente potrebbe non godere della completa autonomia e perdere l’abitudine a muoversi: allora il medico potrà consigliare alcune cure a base di farmaci, per il dolore, e la fisioterapia per il recupero del controllo motorio. La riabilitazione richiederà un certo tempo e potrebbe essere seguita dall’adozione di strumenti che aiutino il paziente nella deambulazione, in modo da garantire sia la sicurezza sia un certo grado di autonomia dell’anziano.

Ausili e tecnologie a supporto degli anziani

Nel caso di una perdita dell’autonomia, l’anziano potrà valutare l’utilizzo di ausili per la deambulazione.

Il supporto della famiglia e i consigli del medico sono fondamentali in questa scelta, che prevede diversi tipi di soluzioni. Innanzitutto, il paziente potrebbe aver bisogno di un semplice bastone o di stampelle per camminare, oppure scegliere di adottare un deambulatore.

Tutti questi supporti hanno lo scopo di assicurare la stabilità, ma influenzano l’andatura e la postura. Per questo è importante affiancare agli ausili la fisioterapia, in modo da mantenere una certa autonomia nel camminare e garantire la sicurezza. Una maggiore consapevolezza dei movimenti evita che l’anziano si affidi al deambulatore con un conseguente calo dell’attenzione e una maggiore difficoltà di recupero del controllo motorio.

Inoltre, nel caso di una disabilità o di una difficoltà temporanea nella deambulazione, è indispensabile che lo spazio a disposizione del paziente sia accessibile e non presenti ostacoli che limitino ulteriormente l’autonomia: è il caso delle barriere architettoniche. Se il paziente si muove su una sedia a rotelle o ha bisogno di uno strumento per camminare in sicurezza, uno spazio che presenta dislivelli costituirà un problema, che può essere risolto tramite tecnologie come montascale e piattaforme elevatrici.

Queste tecnologie possono essere installate all’esterno e all’interno della casa e le diverse soluzioni che propongono si adattano a ogni tipo di ambiente e di scala. Grazie ai montascale le persone anziane possono spostarsi in autonomia e in totale sicurezza, senza che i disturbi degli arti inferiori cambino in modo drammatico la loro vita quotidiana.

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