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29 Lug, 2019 | Accessibilità

L’accessibilità, specialmente nell’ambito del turismo, deve essere l’obiettivo primario per tutti coloro che lavorano in questo campo e nei servizi ad esso collegati. Scopriamo cos’è, di preciso, il turismo accessibile, e qual è la situazione in Italia.

Turismo accessibile: il turismo che abbatte le

Cos’è il turismo accessibile?

Negli ultimi decenni sempre più persone avvertono il bisogno di viaggiare per svagarsi, divertirsi, scoprire nuove realtà.

Ognuno dovrebbe essere libero di visitare tutti i luoghi che desidera, senza doversi preoccupare che una sua eventuale condizione di svantaggio gli impedisca di godersi il viaggio. Purtroppo, molto spesso, chi è affetto da una disabilità o ha un problema fisico o di salute incontra numerose difficoltà nel viaggiare e, a volte, deve rinunciare a farlo. Al fine di superare questo problema e garantire a tutti il diritto di godersi la propria vacanza, molti Paesi, città e strutture si stanno adeguando ai principi del turismo accessibile.

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Con il termine turismo accessibile si indicano tutti quei servizi e quelle strutture che permettono di godere di svaghi e vacanze alle persone con abilità e necessità differenti, quali disabili, anziani e persone con esigenze particolari o con problemi di salute che limitano la loro autonomia.

Il concetto di turismo accessibile si basa sul principio dell’accessibilità, che si propone di garantire a tutti la possibilità di partecipare ad un aspetto più ludico della vita sociale quali sono i viaggi e le vacanze. L’accessibilità di un luogo, per essere davvero tale, deve comprendere strutture ricettive, ristoranti, mezzi di trasporto, luoghi di svago e poli culturali, che devono essere adeguate alle esigenze di tutti, senza ostacoli e barriere che ne impediscano l’accesso o la fruizione.

Migliorare l’offerta del turismo accessibile è una sfida importante, che stanno affrontando molti paesi non solo per rispondere alle esigenze di una fetta del mercato, ma anche andare incontro ad un’esigenza sociale che non può più essere ignorata.

Quali sono i requisiti affinché una meta sia considerata accessibile?

Purtroppo, ancora oggi, molte persone sono costrette a scegliere la meta delle loro vacanze mettendo al primo posto i criteri di accessibilità invece delle loro preferenze. Sebbene siano stati fatti molti passi avanti, ci sono ancora tanti luoghi che non soddisfano neanche i requisiti minimi del turismo accessibile e pongono dei limiti insormontabili a chi decide di visitarli.

Perché una meta venga considerata accessibile essa deve offrire la possibilità anche alle persone con disabilità, che sono in carrozzina o hanno ridotte capacità di muoversi, di usufruire di spazi e servizi in completa autonomia e sicurezza.

Bisogna immaginare una città come una grande struttura ricettiva, che deve avere determinati requisiti per essere considerata accessibile. Tra i più importanti ci sono:

  • assenza di barriere architettoniche, culturali e sensoriali nei luoghi pubblici e sulle strade, non solo in riferimento a persone sulla sedia a rotelle, ma anche a persone ipovedenti, mamme con passeggini o persone con ridotta capacità motoria;
  • presenza di mezzi di trasporto pubblico accessibili in autonomia che permettano anche ad una persona diversamente abile di raggiungere il luogo desiderato senza aiuto;
  • presenza di aree di parcheggio dedicate ai disabili e a chi ha esigenze speciali (ad esempio donne incinte o mamme con bambini piccoli);
  • strutture ricettive accessibili dall’esterno, che consentano una mobilità agevole anche all’interno;
  • servizi igienici adeguati in tutti i luoghi pubblici;
  • attività di ristorazione che non solo sono prive di barriere architettoniche, ma forniscono anche informazioni dettagliate a chi soffre di allergie o intolleranze;
  • possibilità di usufruire dell’offerta culturale del luogo, con accesso autonomo a musei, biblioteche e teatri;
  • facilità di accesso ai servizi quali Bancomat e biglietterie automatiche;
  • possibilità di reperire informazioni chiare e precise sulla città;
  • facilità di accesso al mare, ai parchi pubblici o alle strutture sportive, come palestre o piscine.

Le iniziative in Italia per promuovere il turismo accessibile

Anche l’Italia, come l’Europa e la Commissione Europea, si sta occupando con crescente attenzione del turismo accessibile: non solo per il potenziale beneficio economico che esso potrebbe portare al Paese, ma per l’importanza sociale che riveste. Un paese con un patrimonio culturale senza pari e un territorio ricco e complesso quale è l’Italia, infatti, non può non affrontare il problema delle barriere che ancora impediscono a molti luoghi di essere considerati inclusivi.

Se già nei decenni passati erano state promulgate leggi che delineavano delle linee guida per incentivare il turismo accessibile, negli ultimi anni sono state messe a punto diverse iniziative, a livello statale, per promuovere e incentivare questo tipo di turismo volto al benessere di un’ampia platea di persone. Non solo con una nuova legge delega che uscirà a breve e comprende, tra gli altri punti, la formazione di figure specializzate e l’introduzione del brand “Turismo accessibile Italia”. Nell’ultimo decennio, sono state diverse le iniziative intraprese a livello statale in tema di turismo accessibile, che hanno avuto come obiettivo lo sviluppo dello stesso e la sua promozione.

Oltre ad esse, sono stati intrapresi diversi progetti volti ad affrontare il tema del turismo accessibile e promuovere la sua diffusione.

Manifesto per la promozione del Turismo Accessibile

Nel 2009, anno in cui è nata anche la Commissione per la Promozione e il Sostegno del Turismo Accessibile, è stato redatto il Manifesto per la promozione del Turismo Accessibile, in attuazione dell’articolo 30 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che, tra gli altri, comprende anche il diritto di viaggiare e svagarsi, che viene riconosciuto come necessità. Un documento che riporta alcuni punti fondamentali in materia di inclusione e di turismo.

Ecco alcuni punti elencati nel Manifesto:

  • la persona ha diritto di usufruire dell’offerta turistica in maniera completa, in autonomia, e di ricevere servizi adeguati al giusto prezzo;
  • l’accessibilità deve far parte di un progetto ampio, che coinvolge enti e strutture locali e statali;
  • i turisti hanno diritto di scegliere una meta perché la apprezzano, non perché sono costretti dal fatto che essa rispetti o meno i criteri di accessibilità;
  • l’informazione sull’accessibilità deve essere completa e dettagliata e seguire i principi di una comunicazione positiva;
  • l’accessibilità deve promuovere la qualità dell’accoglienza per tutti.

Bandiera Lilla

Istituito nel 2012, il progetto Bandiera Lilla premia quei comuni che favoriscono il turismo accessibile. Al contrario delle bandiere blu, che vengono assegnate ogni anno, le bandiere lilla vengono assegnate con cadenza biennale.

Al progetto possono prendere parte tutti i comuni italiani: dopo essere stati valutati in base ai criteri di accessibilità, quelli idonei verranno premiati con la bandiera lilla, che indica l’eccellenza del luogo in questo ambito.

Per il biennio 2019/2019 sono state assegnate 22 bandiere lilla in tutta la Penisola; la regione che ne ha di più è la Liguria. Speriamo che molte più città decidano di abbattere le barriere che ancora impediscono loro di accogliere adeguatamente le persone con abilità differenti e conquistare così la bandiera lilla.

Libro Bianco sul Turismo Accessibile

Nel 2013 la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha curato la pubblicazione di “Accessibile è meglio”, il primo Libro Bianco sul turismo accessibile, propone un percorso che analizza i progressi fatti a livello nazionale fino a quel momento in materia di turismo accessibile e pone le basi per il futuro del turismo accessibile in Italia. Ancora reperibile in rete, è utile leggerlo per capire quanto è stato fatto finora, quanto si può ancora fare per l’accessibilità turistica italiana, e quali propositi in esso contenuti sono stati messi in pratica con impegno e dedizione.

Quali sono le mete italiane più accessibili?

Per fortuna, in Italia non mancano le mete accessibili, che rispondono ai criteri di turismo accessibile ed hanno provveduto a creare guide e opuscoli dedicati ai visitatori con disabilità o altri problemi, così da informarli sui servizi, percorsi, alberghi, tour inclusivi che offrono ai turisti che hanno difficoltà ed esigenze particolari.

  • Milano. Ha ottenuto il riconoscimento come città più accessibile d’Europa nel 2016, vincendo gli Access City Awards.
  • Alessandria. Nel 2019 una menzione speciale è andata alla città piemontese per il ricco programma dedicato all’accessibilità che ha messo in cantiere.
  • Asti. Rimanendo sempre in Piemonte, ma spostandoci nella zona delle Langhe, troviamo Asti, una città che merita di sicuro una visita e offre numerosi percorsi e servizi accessibili a tutti.
  • Bologna. Spostandoci un po’ più in giù, in Emilia – Romagna, troviamo Bologna, con la sua mappa “Bologna, una per tutti”, che propone tre itinerari per visitare il centro storico e le vie più belle della città, a piedi e non solo, adatti anche a chi ha esigenze particolari o soffre di disabilità.
  • Salento. Andando al sud, troviamo il progetto multimedia di Access Salento, una soluzione tecnologica che ci racconta del Salento accessibile, come muoversi per visitarlo e quali sono i luoghi da vedere assolutamente.
  • Padova e Pavia. Utilizzano la tecnologia per andare incontro ai turisti, offrendo ai loro visitatori la possibilità di scaricare le audioguide che illustrano vari percorsi turistici all’interno delle città.
  • Roma. Anche Roma ha optato per la tecnologia, inaugurando la Roma Mobile Guide, dove ognuno può creare il suo percorso turistico personalizzato, a seconda delle sue esigenze.

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